Le tesi di John Wycliff
una acre contestazione della Chiesa
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John Wycliff
introduzione
Oltre che dello scisma che turbava la coscienza religiosa della cattolicità (e che fu sanato soltanto dopo tre anni di discussioni e patteggiamenti), il concilio di Costanza si occupò anche di alcune dottrine giudicate contrarie all'ortodossia. Nella sessione del 6 luglio 1415 il concilio condannò solennemente 260 proposizioni contenute nei libri del filosofo inglese John Wycliff (1320-84), già morto da più di trent'anni. Professore di teologia all'università di Oxford, Wycliff aveva scritto, negli ultimi dieci anni della sua vita, molte opere di aperta condanna del clero e di forte protesta sociale, che raccoglievano e portavano ai livelli della riflessione dotta motivi abbastanza diffusi negli anni dello scandaloso inizio dello scisma o durante la grande rivolta inglese del 1381.
Fra le tesi condannate, alcune toccavano direttamente una materia dogmatica molto delicata. Wycliff negava infatti la dottrina eucaristica difesa dalla tradizione teologica ortodossa e nota con il nome di transustanziazione, secondo cui il pane e il vino consacrati conservavano i loro caratteri esteriori e visibili accidenti”, ma mutavano completamente la loro “sostanza”. L'idea che accidenti e sostanza (o “soggetto”) potessero fra loro separarsi sembrava a Wycliff un'assurdità.
il testo di Wycliff
2. Poiché la menzogna eretica riguardo all'ostia consacrata ha il primato fra tutte le eresie, perché essa venga estirpata dalla Chiesa dichiaro ai moderni eretici che essi non possono spiegare né comprendere l'accidente senza il soggetto [ ...].
5. Frutto di questa demenza, con cui si immagina un accidente senza soggetto, è di bestemmiare contro Dio, di scandalizzare i santi e di ingannare la Chiesa con la falsa dottrina dell'accidente.
6. Quelli che affermano che i bambini dei fedeli, morti senza battesimo sacramentale, non si salvano, sono sciocchi e presuntuosi.
7. La tenue e breve confermazione dei vescovi, con l'aggiunta di riti così solenni, è stata introdotta per suggerimento del diavolo, perché il popolo sia ingannato nella fede della Chiesa, e si creda maggiormente alla solennità e necessità dei vescovi.
8. L'olio, con cui i vescovi ungono i fanciulli, e il panno di lino, che si mette attorno al capo, sono un rito ridicolo, non fondato sulla scrittura. Questa confermazione, introdotta contro gli apostoli, è una bestemmia contro Dio.
9. La confessione orale, fatta al sacerdote, introdotta da Innocenzo [III], non è così necessaria all'uomo come egli l'ha definita. Se uno offende il fratello solo col pensiero, con la parola o con l'opera, è sufficiente che egli si penta col solo pensiero, con la sola parola, con la sola opera.
12. È congettura probabile che colui che vive rettamente sia diacono o sacerdote [...].
14. La vita indegna del prelato toglie ai sudditi il dovere di accettare gli ordini e gli altri sacramenti. Tuttavia, in caso di necessità si può accettare ciò da essi, pregando piamente Dio perché voglia compiere per mezzo dei suoi diabolici ministri l'atto e lo scopo dell'ufficio per cui giurano.
15. I vecchi, anche se non hanno alcuna speranza di prole, possono unirsi l'uno all'altro per desiderio di beni temporali, o per mutuo aiuto, o a causa della loro passione; la loro unione ha carattere di vero matrimonio.
17. Il papa, che si dice falsamente servo dei servi di Dio, nell'opera del Vangelo non è in nessuna categoria: è in quella dei mondani. E se è in una categoria, è in quella dei demoni, che servono Dio più colpevolmente.
18. Il papa non dispensa dalla simonia, o dal voto temerario, essendo egli un simoniaco capitale, che cerca temerariamente di conservare il suo stato, dannatamente, qui sulla terra. (L'errore è alla fine.)
19. Che il papa sia sommo pontefice, è ridicolo. Cristo, infatti, né in Pietro né in alcun altro ha approvato questa dignità.
20. Il papa è apertamente l'anticristo. Non solo lui, individualmente, ma il complesso di tutti i papi dal tempo della donazione [di Costantino] alla Chiesa, dei cardinali, dei vescovi e di tutti gli altri loro complici sono la multiforme, mostruosa persona dell'anticristo. Non ripugna però ritenere che Gregorio e altri papi che nella loro vita fecero molto bene con frutto, alla fine si siano pentiti.
21. Pietro e Clemente, con gli altri loro collaboratori nella fede, non furono papi, ma cooperatori di Dio, per l'edificazione della Chiesa del signore nostro Gesù Cristo.
27. Se non opera interiormente la legge della carità, nessuno con le sole carte e con le sole bolle ha la giustificazione in maggiore o minor misura
31. Per l'autentica autorità secolare si richiede la giustizia di chi domina, cosicché nessuno, che sia in peccato mortale, è padrone di alcunché.
32. Tutti i religiosi moderni fanno di tutto per macchiarsi di ipocrisia. Questo, infatti, significa la loro professione: che essi digiunino, si vestano, agiscano differentemente dagli altri.
34. La religione o regola privata [degli ordini di frati e monaci] sa di presunzione blasfema e arrogante verso Dio. E i religiosi di tali ordini con l'ipocrisia della difesa della loro religione presumono di innalzarsi sopra gli apostoli.
38. Basta ai laici che essi qualche volta diano ai servi di Dio le decime dei loro proventi. Così essi danno sempre alla Chiesa, anche se non sempre al clero di corte designato dal papa o dai suoi dipendenti.
40. Molti sacerdoti semplici superano i vescovi in questa potestà. Anzi sembra ai fedeli che la grandezza della potestà spirituale viene conseguita più da un figlio che imita Cristo coi suoi costumi, che da un prelato, eletto dai cardinali o da simili apostati.
41. Sottragga, il popolo, le decime, le offerte e le altre private elemosine agli indegni discepoli dell'anticristo - essendo a ciò obbligato dalla legge di Dio - senza temere, anzi accettando con gioia la maledizione o la censura che infliggono i seguaci dell'anticristo. Il signor papa, i vescovi, tutti i religiosi o semplici chierici, dotati del diritto di perpetuo possesso, devono rinunciarvi nelle mani del braccio secolare. Se ostinatamente non lo facessero, devono esservi costretti dai signori secolari.
42. Non vi è maggiore eretico o maggior anticristo di quel chierico che insegna essere lecito ai sacerdoti [ ] ricevere possessi temporali. E se vi sono degli eretici e blasfemi, sono proprio quelli che insegnano ciò.
43. Non solo i signori temporali possono privare la Chiesa dei suoi beni di fortuna; e non solo ciò è lecito, ma devono farlo, sotto pena di eterna dannazione.
49. Dio non può ridurre al nulla niente, né aumentare o diminuire il mondo. Può creare le anime fino ad un certo numero, e non oltre.